Il DSM-5-TR rappresenta una svolta nella storia della psichiatria segnando il passaggio dal sistema categoriale ad un approccio clinico che include l’aspetto psicopatologico dimensionale, centrando l’attenzione del clinico sulla persona e sui suoi vissuti; allo stesso tempo diviene centrale la lettura dei sintomi operata dal clinico il cui ruolo viene valorizzato.
La pratica clinica diventa così momento di ricerca: dalla lettura dei sintomi si arriva alla diagnosi, alla pianificazione del trattamento, in un’ottica integrata che presuppone la collaborazione e l’interfaccia con più aree specialistiche.
Il DSM-5-TR, proiettato ad omogeneizzarsi con l’ICD-11, mira a dare una visione complessiva del paziente: superando il sistema multiassiale, intende concentrare l’attenzione sul caso clinico, nella cui valutazione occorre considerare la presenza di un disturbo, il substrato di personalità sottostante, nonché la comorbidità organica.
Una visione d’insieme, fondamentale per la comprensione di quanto accade nella pratica clinica, ben distante da modelli teorici precostituiti.
Con l’ICD-11 e lo sviluppo del CDDR appare confermato tale orientamento con l’apporto di modifiche di particolare rilievo clinico e con importanti risvolti terapeutici.
Il corso si propone di presentare – attraverso casi clinici - l’evoluzione dei sistemi nosografici applicati alla pratica clinica nelle sue mille sfaccettature: dalla diagnosi ai risvolti forensi sia in ambito civile (amministrazione di sostegno, invalidità civile, stress lavoro-correlato) che penale (valutazione infermità mentale, elaborazione perizie, applicazione misure di sicurezza…).
Nell’ambito del corso un modulo sarà dedicato alle modalità di elaborazione della perizia o di una consulenza tecnica d’ufficio o di parte.